Ozono e Salute durante la calura estiva: gli effetti sull’uomo

Ozono e Salute durante la calura estiva: gli effetti sull’uomo


Un effetto nocivo della calura estiva: l’eccesso di ozono

Ozono e Salute

È reale e non tanto evidenziato uno dei molti effetti nocivi delle calde giornate estive per il corpo umano: quello dell’alta concentrazione di ozono nell’aria respirabile.
Per effetto di una reazione fotochimica indotta negli ossidi di azoto dalle radiazioni solari e dal calore nelle giornate limpide estive, si produce un eccesso di ozono nell’aria: è una sostanza aggressiva per l’organismo, avente l’effetto di provocare irritazioni alle vie respiratorie e difficoltà di corretto apporto di ossigeno ai polmoni.
Oltre all’irritazione, l’effetto è evidente nello stato di spossatezza indotto dalla mancata giusta ossigenazione, con conseguente affaticamento pericoloso per la circolazione (dunque per il cuore).
L’effetto è particolarmente preoccupante per i bimbi e per le persone anziane, poi per chi ha disturbi respiratori e circolatori.
Il consiglio è di non effettuare sforzi nelle ore più calde di maggior insolazione, di non fare attività fisica sportiva in quelle ore, di limitare gli spostamenti al solo necessario e, potendo, di mantenersi riparati all’ombra o nei parchi o nei boschi.

Da dove provengono gli ossidi di azoto responsabili di questa produzione eccessiva di ozono?
Ricordiamo che l’azoto è presente in forma molecolare nell’aria terrestre, insieme all’ossigeno di cui necessitiamo per respirare; ed è presente nella percentuale di quasi l’ottanta per cento dell’aria. In presenza di reazioni di combustione (motori d’automobile e di mezzi di trasporto gommati, motori di attrezzi da lavoro e da giardinaggio non elettrici, fuochi accesi per varie ragioni di lavoro o di svago…) i combustibili fossili carburanti producono ossidi di azoto come scarto (insieme ad anidride carbonica e polveri inerti PM, ed altri prodotti di scarto minori)… gli ossidi di azoto sono ineliminabili nel funzionamento dei motori a combustione e nelle combustioni in aria libera, perché si producono spontaneamente a temperature superiori ai 220 gradi centigradi. In presenza di forte radiazione solare, come già spiegato, producono l’ozono nocivo alla salute del corpo.

Nelle numerose giornate calde e limpide, e con assenza di vento, l’ozono si accumula grandemente giorno dopo giorno, fino a raggiungere concentrazioni che superano i valori di attenzione (180 parti per milione) e di pericolosità (240 parti per milione). È accaduto per esempio nelle provincie lombarde tra Milano e la Svizzera proprio nella settimana dal 18 al 24 luglio del 2016, mentre è stato decisamente inferiore alla soglia d’allarme nella settimana successiva, per effetto dei numerosi piovaschi e temporali e movimenti d’aria. In maniera per ora meno drammatica, il fenomeno si sta riproponendo nel 2017, e lo abbiamo notato in una settimana particolarmente calda di metà giugno, e lo stiamo vivendo pure in questa prima settimana di luglio, con concentrazioni di ozono che si sono assestate anche tra le 150 ed le 200 p.p.m.

Il consiglio è di osservare privatamente il corso della Meteo, ed eventualmente di seguire i consigli che dovrebbero essere forniti dai vari servizi meteorologici nei media informativi, sia giornali sia radio-TV.
In ogni caso il sito web internet dell’ARPA, organo ufficiale istituzionale per il controllo dell’aria e dell’acqua e del suolo in Italia, fornisce i dati aggiornati al giorno precedente, regione per regione. I dati provengono dalle varie centraline di rilevamento installate sul territorio nazionale italiano.

Per la Svizzera di Lingua italiana (Cantone Ticino e Cantone dei Grigioni italiano) è particolarmente interessante e denso di contenuti divulgativi il sito web del Dipartimento ticinese del Territorio – Divisione dell’Ambiente. I dati dello stato dell’aria (ozono e polveri fini ed altri inquinanti) si trovano in http://www.oasi.ti.ch/web/dati/aria.html

POST SCRIPTUM: attenzione a non confondere questo fenomeno estivo con il “buco dell’ozono” che fece clamore negli anni ottanta e novanta… quello è un fenomeno degli strati alti dell’Atmosfera terrestre, che posseggono diffusamente concentrazioni di ozono utili a filtrare la radiazione ultravioletta proveniente dal Sole. La mancanza di strati d’ozono atmosferici si era verificata per reazione coi gas propellenti delle bombolette spray in commercio, e rischiava di impedire l’assorbimento di quelle radiazioni UV pericolose per essere causa di possibili tumori alla pelle.

 

Giuseppe Donati – luglio 2016 – aggiornato 8 luglio 2017 – e 15 luglio 2017 – 23 luglio 2017 – 1° novembre 2017

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