Risparmiare Energia – qualche suggerimento – prima puntata

Risparmiare Energia – qualche suggerimento – prima puntata


Si ripropone qui un nostro manualetto di Risparmio energetico che era stato pubblicato quasi undici anni fa da un sito web d’Informazione locale dell’AltoMilanese: in fondo i motivi di allora sono ancora quelli dell’oggi (purtroppo!). Qualche minima correzione si è resa necessaria [n.d.r. – la indicheremo in carattere corsivo] per alcune novità tecniche od economiche intervenute da allora. Qua e là si troveranno rinvii “cliccabili” ad argomenti di integrazione e approfondimento.

 

10 Febbraio 2007

Risparmio Energetico, riduzione del CO2: istruzioni per l’uso

di Giuseppe Donati

 

In questi ultimi giorni, accanto al Vertice di Parigi sullo stato della Terra e dei mutamenti nel Clima atmosferico, è emerso un grandissimo dibattito alimentato dai mezzi di Comunicazione sul COSA FARE concretamente. Sembrerebbe che il problema stia finalmente arrivando all’attenzione della maggior parte dei cittadini, dopo molti anni di sforzi poco fruttuosi. Bene!

[n.d.r. – si parlava del Congresso tenutosi nel 2007, ben prima del COP21 di Parigi 2015, e tuttavia le speranze di allora non si sono ancora tradotte oggi in sufficiente concretezza sia progettuale sia realizzativa]

Riguardo il COME FARE per diminuire le emissioni di CO2 ritenute scientificamente responsabili dei MUTAMENTI CLIMATICI (come negli intenti del trattato di Kyoto, e degli ultimi recenti Vertici ONU sul Clima) si potrebbero dire tante cose… ma soprattutto occorrerebbe maggior coraggio di ognuno (Stati nazionali, aziende pubbliche e private, singole persone) nella programmazione a lungo termine piuttosto che nell’inseguire il vantaggio economico nell’immediato: non sempre è possibile! Ancora nell’anno 2000 non erano molti gli Stati che avevano approntato un Piano Energetico Nazionale che agisse nell’ottica del Trattato di Kyoto: erano sorte decine di iniziative volte al Risparmio Energetico ed alla riduzione del CO2 immesso in atmosfera, ma per lo più si trattava di singole iniziative locali o private. La situazione non è poi molto cambiata, al di là di entusiasmi poco durevoli, ma nel frattempo uomini politici ed amministratori locali hanno capito l’importanza del problema e si nota un positivo fermento di iniziative anche molto buone (qualcuna anche nel nostro territorio, come evidenziato in una bella conferenza pubblica al Palazzo Leone da Perego di Legnano in tarda primavera 2006).

Probabilmente non aggiungeremo molto alle conoscenze di chi già si interessa del tema e già si è creato una sensibilità specifica … la speranza è tuttavia di dare qualche indicazione utile ad un comportamento consapevole a quelle persone che non se ne sono ancora interessate molto. Il lato positivo del tentare di ridurre le emissioni di gas CO2 è (in un bilancio globale di borsellino) che le nostre spese famigliari risulterebbero un po’ più lievi nel prossimo futuro! Vediamo come e perché.

 

1 – RIDUCIAMO CONSUMI E SPRECHI

Il primo e più importante passo da fare è quello del Risparmio energetico (nel senso di MIGLIORARE I RENDIMENTI DEGLI APPARECCHI oltre al RIDURRE I CONSUMI SUPERFLUI nei normali utilizzi; anche ELIMINARE GLI SPRECHI). E’ la via che viene sempre più indicata in tutte le conferenze a tema ed in tutte le discussioni pubbliche. Piano piano il messaggio sta passando, ed è importante sapere bene cosa possa fare ciascuno di noi (direttamente col proprio comportamento, od indirettamente appoggiando certe iniziative pubbliche).

# La miglior proposta concreta e tecnicamente praticabile (occorrerà volontà politica ed imprenditoriale) è quella dell’ammodernamento delle centrali elettrotermiche che oggi lavorano con impianti obsoleti e con un rendimento molto basso (al punto che è ipotizzabile il pagamento di sanzioni alla Comunità Europea per il mancato rispetto degli standard di Bruxelles). Ammodernare le centrali elettrotermiche farebbe diminuire enormemente le emissioni di CO2 perché il migliorato rendimento si tradurrebbe in consumi nettamente inferiori di combustibili fossili (petrolio o gas).

# Nella stessa ottica precedente è l’utilizzo casalingo di elettrodomestici a basso consumo energetico… meglio sarebbero quelli a consumo zero, ove possibile, come macinini a mano, frullatori a mano, rasoi a mano, il forbicione manuale per le siepi, la rasaerba a mano, sveglietta meccanica invece della radiosveglia, e magari arrivare al computer con dinamo elettrica a manovella per piccole esigenze come scrittura ed e-mail: esistono e funzionano bene per piccole potenze dove non c’è rete elettrica!   [n.d.r. – meglio ancora oggi, con gli smart-phone ed i tablet]

Eventualmente scegliamo apparecchi elettrici di classe energetica “A” o superiore, che consumano meno acqua e meno corrente elettrica: col tempo ne avremo vantaggio e recupereremo i quattrini del maggior costo d’acquisto.

# Anche con impianti di illuminazione ad elevato risparmio energetico possiamo contribuire ad abbassare le emissioni di CO2 in atmosfera, quando la corrente elettrica sia di origine fossile. Possiamo utilizzare lampade a maggior efficienza e lampadari studiati per una miglior illuminazione ambientale. Le normali lampadine a filamento incandescente hanno basso rendimento e durata limitata (circa 1000 ore di vita); le lampade fluorescenti hanno minor consumo elettrico e vita di circa 8000 ore; ancor meglio le lampade fluorescenti a risparmio energetico (consumano circa un quinto rispetto le vecchie lampade a filamento -per esempio ne basta una da 20 watt per avere la medesima luminosità di una vecchia lampada da 100 watt). In futuro avremo lampade “a led” ancor più efficaci.

[n.d.r. – il futuro è già qui, nel 2017: le lampade a led si stanno diffondendo, il loro costo elevato sta calando]

 

fine prima puntata – vai alla seconda

Giuseppe

Studi: Liceo Scientifico Legnano; Ingegneria Meccanica – Politecnico di Milano. Progettista e ideatore di meccanismi ed attrezzature oleo-pneumatiche, impianti automatici e robot meccanici industriali.

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