Il Virus ha danneggiato la Scienza

Il Virus ha danneggiato la Scienza


L’affermazione in fondo è falsa, ma può essere utile discuterne. Ad essere danneggiata non è stata la Scienza in sé, bensì l’immagine che le discipline scientifiche hanno assunto nella percezione comune. Ed il colpevole del danneggiamento non è stato il Virus che ha causato la Pandemia in corso, bensì l’approccio che l’Informazione ha spesso mostrato al proprio pubblico.

Nei mesi di espansione del contagio virale abbiamo assistito a numerosi interventi nei media informativi di scienziati ai quali si chiedevano consigli, si chiedevano rassicurazioni, si chiedevano previsioni… alla fine si chiedevano sintesi conclusive, si chiedeva la VERITÀ. Non ci si rendeva conto che la verità scientifica giunge alla fine di un percorso lungo ed ampio, fatto di osservazioni, di ipotesi, di teorizzazioni: non tutte vere e quindi tutte da valutare e selezionare col filtro dell’esperienza, della sperimentazione.

L’affanno del voler sapere (tutto e subito) ha fatto perdere di vista la correttezza del procedere scientifico, così che anche studiosi di inossidabili capacità si sono fatti trascinare nel vortice dell’immediatezza presentando visioni vere sì, tuttavia parziali: valide semplicemente nel tempo presente e nel luogo presente (qui ed ora), trascurando molte altre variabili che alimentano la complessità del fenomeno, variabili come le condizioni atmosferiche, le stagioni in corso, le abitudini sociali, l’educazione alimentare e di comportamento, …

I ricercatori, gli scienziati, i medici… tipicamente non raccontano falsità, dicono la verità, tuttavia spesso si concentrano molto sulle proprie esperienze localizzate senza ampliarle e confrontarle con le esperienze fatte da altri in condizioni anche molto differenti. L’eccesso di richieste fatte agli esperti per avere visioni conclusive che facessero più chiarezza possibile, che dessero più rassicurazioni possibili, più speranze possibili… hanno infine prodotto dichiarazioni spesso ripetitive e troppo focalizzate, col risultato di apparire molto in contrasto tra di loro, dunque inappropriate.

La Scienza si nutre viceversa di molto lavoro di confronto e di verifica sperimentale, occorre molto tempo per il raggiungimento di conclusioni sicure e inoppugnabili. Non era possibile fare tutto questo lavoro nei tempi brevi di un’esplosione di contagi molto rapida per un virus sconosciuto. Per le conclusioni scientifiche occorrerà ancora molto tempo, con l’unica certezza di dover mantenere l’igiene e la prudenza e la vigilanza, come secondo il Principio di Precauzione.

E tuttavia la volontà di immediatezza, la necessità informativa del voler conclusioni rapide, hanno creato un’immagine della Scienza che non è quella dei propri contenuti metodologici.

 

Per approfondire la questione che la Conoscenza è un processo in evoluzione, consigliamo la seguente discussione nel sito web della Radio Svizzera di Lingua italiana, curata dalle Signore Monica Bonetti e Sonja Riva: la Scienza del Dubbio!

Giuseppe

Studi: Liceo Scientifico Legnano; Ingegneria Meccanica – Politecnico di Milano. Progettista e ideatore di meccanismi ed attrezzature oleo-pneumatiche, impianti automatici e robot meccanici industriali.

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