UN COLPO MORTALE ALLA TRANSIZIONE ENERGETICA ?

UN COLPO MORTALE ALLA TRANSIZIONE ENERGETICA ?


Risulta evidente la frenesia dei Governi nazionali nel ricercare soluzioni atte a tamponare le ridotte forniture di Gas e Petrolio russi per i tanti motivi creati dalla Guerra in Ucraìna (sanzioni di guerra, imposizioni UE di un “tetto” ai prezzi di petrolio e gas, ritorsioni del Governo russo, danneggiamento del tubo Nord Stream 1, mancata apertura del tubo Nord Stream 2 in direzione della Germania … ).

Quello che sarebbe potuto essere un grande impulso allo sviluppo di nuovi progetti in favore di Energie alternative (in particolare le Rinnovabili), impiegando mezzi finanziari adeguati alla transizione energetica (anche aiuti alle singole unità famigliari per migliori utilizzi energetici, trasporti pubblici migliori, passaggio a classi energetiche di grado superiore per edifici e strumenti elettrici, …) quel possibile impulso innovativo  -che oltretutto sarebbe in linea con gli impegni sottoscritti a Glasgow nel COP 26 del 2021- si sta viceversa indirizzando alla semplice conservazione dello status quo consolidato, acquisendo nuovi fornitori di combustibili fossili al difuori della Russia. Osserviamo gli attuali investimenti in impianti di rigasaggio del Gas Liquido che giungerà via mare su enormi navi cisterna da più lontani paesi estrattori, Cina e USA e Norvegia e molti Paesi africani e arabi: la Germania ha già costruito di tutta fretta (e ne ha in cantiere altre sette) una grande nave dotata di impianto di rigasaggio per il Gas Liquido in arrivo via mare nei porti del Mare del Nord. Questo Gas Liquido viene oggi eufemisticamente chiamato GNL, gas naturale liquido, coll’aggettivo NATURALE che lascia trasparire un che di positivo, un che di ecologico, un che di bello. Viceversa è pur sempre un gas fossile che incide fortemente sui Mutamenti del Clima, appena un poco meno dei combustibili petroliferi; anzi! tante volte viene estratto in maniera molto più invasiva di quella del Gas Metano che ci giunge via tubo (via Metanodotto) dalla Russia e dai Paesi africani del Magreb, coi tubi del Mare del Nord e del Mar Nero e del Mar Mediterraneo. Perché più invasivo? perché più impattante sugli ecosistemi? il Gas americano viene per lo più estratto col metodo del fracking che incide fortemente sul suttosuolo provocando danni alle falde acquifere e producendo mini-terremoti sotterranei locali; il gas cinese per quel che ne sappiamo potrebbe anche essere estratto dal carbone con metodi insalubri, quelli che si utilizzavano nelle città europee sul finire dell’Ottocento e nei primi decenni del ‘Novecento, il cosiddetto gas di città, quello dei romanzi di Sherlock Holmes in Gran Bretagna. Poi, notizia odierna, i Cinesi hanno stretto un accordo coi Talebani afgani per il petrolio, in vista probabilmente di accordarsi per il giacimento di gas afgano al confine col Turkmenistan (terzo giacimento di gas naturale più grande al mondo!).

Purtroppo anche la buona Informazione è quasi totalmente assente in questo campo, in questo argomento, disponendo di poche informazioni che emergono da quelle per lo più sottaciute dai fornitori di energia fossile.  Alla fine essi hanno buon gioco perché nessuno protesta, le persone hanno più bisogno di continuare a vivere in modo dignitoso piuttosto che porsi il problema di quale energia  gli riscaldi l’appartamento!

Speranze? difficile ormai fare previsioni, difficile modificare lo status quo degli interessi commerciali per l’energia fossile tradizionale.  Difficile, nonostante gli accordi internazionali firmati al COP 21 di Parigi nel 2015 ed al COP 26 di Glasgow nel 2021. Difficile.

Giuseppe

Studi: Liceo Scientifico Legnano; Ingegneria Meccanica – Politecnico di Milano. Progettista e ideatore di meccanismi ed attrezzature oleo-pneumatiche, impianti automatici e robot meccanici industriali.

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