la Stufa a quattro ruote
Chissà se dal titolo si possa intuire dove si va a parare, se si capisca cos’è la Stufa a quattro ruote.
Negli attuali giorni di caldo canicolare e notti tropicali girare in bicicletta per le vie della Città è particolarmente poco sopportabile: provo ad andare a cinque all’ora perché se si va già a sei si gronda di sudore, senza contare il sudore psicologico da “massima attenzione per non farsi investire dalle auto”.
Le automobili, già!… non Vi capita di esserci vicino, magari quando sono in colonna ad un semaforo? Se vi capita, o se vi capitasse poi, lo percepite il calore che giunge da queste vere e proprie “stufe a quattro ruote”? il motore a combustione interna del quale sono in gran parte dotate (escludiamo le auto a motore elettrico che hanno altre particolarità ed anche i loro problemi) ha un rendimento piuttosto basso, nell’ordine di un 35% max. Significa che di tutta l’energia sviluppata dalla combustione del carburante nella “camera di scoppio” solo il 35% viene utilizzato per spingere il cilindro motore, fino a muovere le ruote e far viaggiare il veicolo. Significa poi che il restante 65% dell’energia prodotta in camera di combustione è energia che va persa, perduta in calore che riscalda il motore e poi a poco a poco tutti gli elementi intorno. Calore che alla fine viene emesso e si perde nell’aria circostante, percepibile fortemente se si è nei pressi del veicolo col motore acceso. Quel calore che percepiamo mentre siamo per esempio in attesa di attraversare una strada trafficata.
Ma c’è altro, mica finisce qui. Nei giorni canicolari gli automobilisti, per non sciogliersi in sudore a bordo del proprio veicolo, utilizzano il condizionatore d’aria per raffreddare l’abitacolo di guida e dei passeggeri. Il climatizzatore a bordo del veicolo è un apparecchio elettrico: per il proprio funzionamento necessita di corrente elettrica che viene prodotta a bordo grazie al carburante (benzina, gasolio, gas metano, …). Il condizionatore abbisogna di un 15% dell’energia utile ricavata dalla combustione del carburante, dunque un 15% di quel già limitato 35% utile per far viaggiare il veicolo. Ma anche alimentare gli altri strumenti elettrici di bordo lo si fa con l’energia utile ricavata dal carburante: ventole di aerazione e di sbrinamento, luci, elementi di regolazione e controllo, computer di bordo, radio, localizzatore … tutti funzionano grazie all’energia fornita dal carburante, è utile saperlo perché più elementi elettrici abbiamo in funzione nel veicolo maggiori saranno i consumi di carburante (e il calore prodotto nella sua combustione).
… “alla fine della fiera”, focalizzandoci sul solo climatizzatore in funzione, volendo mantenere le capacità viabilistiche del veicolo (velocità, ripresa, chilometri percorsi, …), il consumo di carburante aumenterà anche del 15%. Mica poco!
Ma qualche buona notizia NO??? Be’, consideriamo che nei periodi freddi o piovosi una parte del 65% di energia perduta in calore viene utilizzata negli impianti di riscaldamento del veicolo e di ventilazione e sbrinamento dei cristalli del veicolo al fine di togliere le goccioline di umidità o le placche di ghiaccio che si formano per il freddo esterno.
Proviamo ad allargare la visuale oltre il singolo fenomeno ora descritto. Osserviamo le Città nel loro insieme di edifici e di strade trafficate. Conosciamo il fenomeno delle Isole di Calore che le caratterizza nelle giornate estive . Gli accumuli di calore si generano soprattutto per la struttura urbanistica con edifici ravvicinati e presenza di pavimentazioni artificiali: le facciate degli edifici e l’asfalto delle strade e la piastrellatura delle piazze raccolgono e conservano il calore che non riesce ad essere smaltito con una adeguata circolazione d’aria perché l’aria ristagna tra gli edifici. E pensare che , dopo le caotiche Città medievali, i grandi Architetti del Rinascimento realizzavano le Città in modo tale da permettere la circolazione spontanea dell’aria, per evitare che fumi ed odori sgradevoli stagnassero nelle vie e tra le case!
Il fenomeno delle Isole di Calore nasce per il forte irraggiamento solare nelle calde giornate estive. Sappiamo che le Città raggiungono oggi temperature ben più alte di quelle delle periferie e delle campagne circostanti … mediamente di tre o quattro gradi centigradi, ma sono sempre più frequenti zone cittadine surriscaldate anche di una diecina di gradi. Il calore primario dei raggi solari si rafforza sensibilmente anche per l’effetto riscaldante dei motori delle automobili in zone trafficate, anche per il calore trasmesso all’esterno degli edifici dai sempre più numerosi impianti di condizionamento dell’aria, anche il calore emanato dai climatizzatori a bordo delle automobili. Verrebbe voglia di chiamarlo “brodo di calore opprimente“.




